IL BARBIERE
Vado da lui da 23 anni. Ho cambiato abitazioni, lavoro, fidanzate, ciabatte, automobili. Ma lui è sempre lì. Indistruttibile. E da 23 anni, immancabilmente, mi fa queste tre domande, in rigoroso ordine cronologico :
1) Allora, Mimmo, questa Inter quest’ anno come la vedi ?
2 ) Quando ti sposi ?
3) I capelli, come al solito, li vuoi indietro ?
E da 23 anni io continuo a dare sempre le stesse risposte. Ma l’ ultima volta il copione non è stato rispettato. L’ aveva capito pure lui, appena mi ha visto, che c’ erano grosse novità. Io, infatti, non aspettavo altro che QUELLA domanda. Arriva il momento fatidico. Armato di forbici si avvicina. E formula la fatidica frase : “ I capelli, come al solito, li vuoi indietro ? “ E io : “ No, tienili pure….”
UNA SCELTA SOFFERTA
Per un periodo della mia esistenza le giornate trascorrevano in questo modo : sveglia, pranzo, scopata, cena, scopata. Mi stavo annichilendo. Un giorno mi guardai allo specchio. E dissi basta. Non poteva continuare così. E presi l’ amara decisione. Quella di saltare uno dei due pasti principali.
L’ EQUAZIONE
Ultimi scampoli dell’ anno scolastico. Una prima. Avvicino Ivan e dico : “ Allora? Che vogliamo fare ? Ti fai interrogare o no? Dai, sono due cazzate di economia politica…se prendi un bel voto almeno posso aiutarti in Consiglio…lo sai che non sei messo bene..” E lui : “ Va bene professò, domani mi faccio interrogare.” L’ indomani lo chiamo alla lavagna e faccio scrivere una equazioncina che pure mia nipote di 11 mesi avrebbe risolto. Lui la scrive e la fissa per un quarto d’ ora, con la mano e il gesso sospesi a mezz’ aria. Intervengo in soccorso: “ Allora? Dai che non è difficile…” E lui : “ Professò, ma lei è proprio sicuro che questa sia un’ equazione? ”






