mercoledì, 23 aprile 2008

Qui al Nord il mercato si svolge di venerdi. Un mercato silenzioso, amorfo, plumbeo. Un mercato avvolto da nebbia e caligine. Un mercato fantasma. No, dico, vogliamo paragonarlo al mercato di Taranto? Appena entrati al mercato della mia città, infatti, ci sono le bancarelle del pesce e subito si odono urla del tipo: “ Le cozzeeeeeeeeeeee, le cozzeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee !!!! “ Musica melodiosa per le mie orecchie. Poi c’è il reparto ortofrutta, con le bancarelle che hanno i cartelli più improbabili tipo: “ Da Peppino il pazzo oggi prezzi pazzi ” oppure “ Banane e finocchi” a cui qualche spiritoso ha aggiunto in mezzo un PER e viene fuori “ Banane per finocchi.” Ovviamente in questo mercato tutti conoscono tutti. Matrona incontrasta del mercato è mia madre, a cui è praticamente impossibile rifilare merce scadente. Naturalmente è conosciutissimo il figlio della matrona, cioè io. La fauna umana del mercato è incredibile. Ad esempio c’è zio Cataldo, il vecchietto delle olive. Che era già vecchio negli anni Ottanta (avrà forse 100 anni); appena mi vede dice: “ Uè, professò! T’ fazz’ n’ euro d’ alje piccant’ ? ( ti peso un euro di olive piccanti? ). E con un euro praticamente mi dà un chilo di olive. Roba che qui al Nord se chiedo un euro di olive ti danno al massimo un'oliva. Anzi, ti danno solo il nocciolo dell’ oliva. Di fronte a zio Cataldo trovi Nonna Antonia. La sua bancarella è ricolma di detersivi che non si trovano più da anni. Ultimamente aveva una confezione di Spic&Span, che non vedevo forse dal 1975. Poi c’è Dino, il salumiere, a cui mio padre, che fa il muratore, negli anni’ 70 ha rifinito una villa sul mare bellissima. Glielo dico sempre a mio padre: quello è stato il suo capolavoro. Dino, quando mi vede, mi regala sempre uova fresche, perché, dice lui, “ quando vai al Nord ti fai gli zabaioni e ti tieni su.” Ricordo che da piccolino un giorno al mercato mi allontanai un attimo da mia madre e mi persi. Come un pulcino bagnato e piagnucolante cominciai a vagare tra le bancarelle. Ad un certo punto mi avvicino alla bancarella di un ceffo, pieno di collane e anelli d’ oro. E di tatuaggi. E proprio sull’ avambraccio spiccava un tatuaggio (presumo fatto in galera) con su scritto: “ Mamma perdonami”. Il tizio mi guarda e fa: “ Ma tu sì Mimmetto, u figghje d’ mest’ Luciano. Aspitt’ aquà, c amò pass’ mammà e t’ ven’ a pigghie, no’ t’ pigghià velen’.” ( Ma tu sei Mimmetto, il figlio di mastro Luciano. Aspetta qui, adesso passa mamma e ti viene a prendere, non ti preoccupare). Ecco, questo è un mercato.

postato da: chiaroilmattino alle ore 16:56 | Permalink | commenti (23)
Commenti
#1   23 Aprile 2008 - 17:06
 
Certo si nota la differenza.....troppo freddezza lassu'. Un po' di calor non guasta mai....
Ciao
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#2   23 Aprile 2008 - 17:12
 
quanta verità! E le acque minerali, le vendono, al mercato?
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#3   23 Aprile 2008 - 18:51
 
Io adoro i mercati!!! chiaramente mi riferisco a quel tipo di mercato!!!
te l'ho mai detto che quando scrivi di ste cose mi piace assai?
un abbraccio
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#4   23 Aprile 2008 - 21:31
 
Anche al mio paesello il mercato è di venerdì, è colorato, festoso ed essendo il mio un piccolo comune ci si conosce tutti e gli ambulanti vengono qui da sempre e prima di loro venivano i padri. Mi piace come hai parlato delmercato di Taranto, quasi lo si può vedere... :-))
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#5   23 Aprile 2008 - 23:05
 
Da noi il mercato è il mercoledì, giovedì e venerdì. In quello del venerdì ti ci perdi, anche se ultimamente si vedono solo bancarelle di cinesi...
Ricordo in Sicilia una volta che mi recai al mercato con mia madre. Lì tutto era diverso! Fui investita da colori ed odori e gente che urlava "Pisci, pisci friscu!" mi voltai e dissi alla mamma "Mà, che puzza!" e l'ambulante che mi senti "Puzza??? Qual puzza? Chistu profumu è!"
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#6   24 Aprile 2008 - 00:05
 
come è che mi fai commuovere?
eddai Mimmo non è possibile tutta questa nostalgia...è vero...Tarand nuest...è fatta anche di mercato colorato e di animi popolari e buoni ma, purtroppo, non è fatta di lavoro...Il lavoro quello che ti permette un pizzico di autonomia, non lo trovi a Taranto...Devi spostarti necessariamente...Cerca di trovare almeno 1 aspetto positivo nel luogo dove sei ora e impara ad apprezzarlo...fidati e accetta il consiglio...io sono fuori da Taranto da 31 anni.
Un caro abbraccio
ziaG
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#7   24 Aprile 2008 - 15:32
 
ma sei matto?!?
guarda che se ti scopre bossi ti rimanda a casa senza il foglio di via!!!

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#8   24 Aprile 2008 - 17:22
 
Effettivamente qui al sud forse siamo un po troppo "colorati".....
Anche se devo dire che da noi a Ceglie sta scomparendo questo modo estroverso di vendere la merce, non mi dispiace tanto...:PPP
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#9   24 Aprile 2008 - 18:59
 
no questo è un posto in cui fa bene vivere!
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#10   24 Aprile 2008 - 19:33
 
Metabolizzare gli addii, già ... è sempre un problema. Ma a volte ritroviamo nel cuore ciò che pensiamo di aver perduto.

Se vuoi, puoi venire a leggere sette nuovi bellissimi testi sull'amicizia, e se desideri scambiare un link con il mio sito puoi lasciarmelo scritto nei commenti.

Ti invito anche nella mia mailing list, se vuoi.

Un'augurio di felicità!
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#11   25 Aprile 2008 - 11:52
 
gran bella descrizione...per una napoletana poi!!...mi piace tanto visitarli anche quando viaggio, perchè solo in quei luoghi si percepisce l'essenza naturale degli abitanti!
...a proposito del 91, fai gli scherzetti, ehh?! o sei furbo?! amo lo scherzo e ancora tanti auguri!! bella età la tua!!! e questo è per te...
http://it.youtube.com/watch?v=pJ2eaI9wwsY&feature=related
besooo...
giuli
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#12   26 Aprile 2008 - 08:55
 
al nord sono un po' freddi lo so....ma perchè li il cielo è sempre grigio...vedono poco il sole....un saluto
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#13   28 Aprile 2008 - 17:22
 
Impazzisco per i mercati .............
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#14   28 Aprile 2008 - 18:21
 
Che bello!!!
Certo che il mercato che descrivi tu sa di antico... E vero, al nord siamo molto più freddi e meno espansivi, ma io ricordo con nostalgia la mia infanzia, quando, forse al mercato non si era una grande famiglia, anche se c'era un'atmosfera calda perchè tanti erano i meridionali che erano venuti su, e coloravano le bancarelle proprio come tu le hai descritte, ma era una grande famiglia anche la vita in condominio. Ci si conosceva tutti, ci si aiutava...
Leggere questo tuo post mi ha portato una forte ondata di nostalgia!!!
Un bacio!!!

Mari
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#15   30 Aprile 2008 - 17:04
 
> Roba che qui al Nord se chiedo un euro di olive ti danno al massimo un'oliva.

Ahahhah

Qui al nord hanno sostituito i veri mercati colla merdosa grande distribuzione.
La cosa paradossale è che, alla fine, questa smercai robaccia peggiore a prezzi più alti.
(vedere report del 13 aprile 2008)
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#16   30 Aprile 2008 - 17:53
 
Ecco...questa e solo questa è la "gente" che amo...
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#17   02 Maggio 2008 - 19:04
 
naaaa prof......il nord non è son solo la gente e i mercati....
ma in che città del nord vivi???
sarei curiosissima di apprenderlo....
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#18   03 Maggio 2008 - 15:20
 
Il commento era per questo posto non quello successivo.

Ho letto qua e là, ho sentito salire qualche sorriso e qualche ricordo ispirato dal libro "Cuore", ma alla fine anche una considerazione: questo nord apparirà anche triste e gelido a chi arriva da fuori ma, nonostante tutto, riesce a vivere e sorreggersi con le proprie risorse. La gente non ha bisogno di emigrare e riesce a vivere tutti i giorni proiettata in avanti e non indietro, con la mente rivolta ai sapori antichi.
Alla fine dei conti si sta meglio al nord che al sud altrimenti chi apprezza le scene paesane non si scomoderebbe per raggiungere i grigi mercati nordici.
Saluti.
Qualcuno di passaggio.
utente anonimo

#19   04 Maggio 2008 - 20:11
 
Ma che meraviglia questo post, hai reso perfettamente quello che provavi: a leggerlo sembra di trovarsi tra le bancarelle. ciao :)
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#20   12 Maggio 2008 - 05:12
 
Più che nord e sud io ci leggo la nostalgia di casa e dei tempi che furono...sbaglio?
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#21   12 Maggio 2008 - 19:27
 
Oddio il mercato di Taranto che bei ricordi *-*
Ero una marmocchia quando passavo l'estate dagli zii, che puntualmente mi portavano al mercato ed era bello tutto, dalla caotica ordinarietà, alle urla era tutto come un mercato qualunque che si può trovare al sud, e quindi non mi faceva sentire la malinconia di casa... Un bel ricordo risvegliato... Grazie ^^
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#22   21 Maggio 2008 - 11:34
 
resto ancora affascinata dal tuo modo di scrivere...e sorrido, io barese, nel leggere la traduzione dal tarantino...:-)...ma capisco che per alcuni è essenzialmente utile per capire...
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#23   24 Maggio 2008 - 21:40
 
Tante volte penso che fatta l'Italia bisogna fare gli Italiani, che ancora non ci sono. Io sono nata in provincia di Torino. Il Piemonte dagli anni Sessanta è cambiato enormemente anche per effetto di immensi flussi migratori, tant'è per esempio il dialetto, a differenza che in Veneto, è quasi scomparso. Credi che i tanti emigranti di seconda o terza generazione che popolano Torino non siano piemontesi come me, che sono nata qui, da genitori del luogo? Io non credo. Vedendo le immagini dei funerali di una grande tragedia torinese, quella della Thyssen Krupp, di cognomi piemontesi non ne ho sentito uno. E che vuol dire? Questo è il Piemonte, è il nord, ma è l'Italia. Di tutti. Tante cose si potrebbero dire sui mali del sud incancreniti dentro il nord, ma a cosa serve? Smettiamo di farci la guerra.
Felice serata :) Orsa
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