Certe scene ti allietano la giornata, c’è poco da fare. Certo, questo episodio va raccontato in dialetto tarantino, per assaporarne meglio la portata. Ma ho inserito i sottotitoli per i non-pugliesi. Dunque cammino per strada e ad un certo punto una signora, credo sulla cinquantina, urla dal sesto piano verso un tizio in strada, che sta parlando al cellulare.
“ Andò!..Andò!…Ricuerdet’ d’ accattà nà buttighie d’ salsa! ”
(Antonio! Antonio! Ricordati di acquistare una bottiglia di passata di pomodoro)
Antonio, impegnato nella conversazione, non risponde.
La signora riprende : “ Andò! Andò! Ngul’ a soret’! Ci’ t ’ scuerd’ a sals’ t fazz’ tand’ d’ cul' ! “
(Antonio! Antonio! In culo a tua sorella! Se dimentichi di acquistare la passata di pomodoro ti faccio un deretano così!)
Antonio, brandendo il cellulare in aria e rivolto verso il sesto piano: “ Ma ce cazz’ vuè!! Non stè vid’ ca stok’ a parl’ a u’ citofonino? "
(Ma che cazzo vai cercando!! Non vedi che sto parlando al citofonino?)
Giuro, che alla parola CITOFONINO usata al posto di TELEFONINO mi sono ficcato nel primo portone aperto che ho trovato, iniziando a ridere..ma che dico ridere..rantolare..come un pazzo. Sono uscito dopo mezz’ ora piangendo.






