Segnali di vita, per dirla alla Battiato. Sveglia alle 6.30. E’ bello indugiare sotto il lenzuolo, quando ormai è primavera inoltrata. Quando tra l’ epidermide e il cotone del lenzuolo non c’ è più il frammezzo del pigiama. Indugio. Ma è ora di alzarsi. Colazione. Latte e Nesquick, non bevo caffè. Inzuppo una decina di Macine del Mulino Bianco. Troppi dieci biscotti? Direi di no, visto che poi non toccherò cibo fino alle 13,30. Veloce doccia. Un sms dolce per Lei. Faccio mente locale sulla giornata scolastica. Un rapido riepilogo su ciò che dovrò spiegare in classe. Le prime due ore c’ è il compito in classe in quarta. Ho ancora vivo il ricordo delle vigilie insonni dei compiti in classe di latino e greco, di quando ero studente. Sorrido. Chissà se esiste ancora qualcuno che la notte non dorme per il compito in classe. Ore 7.20. Esco di casa. Bel sole. Sorrido. Segnali di vita, per dirla alla Battiato.







