Il ministro Bossi, qualche settimana fa: “ Basta professori del Sud al Nord.” Il ministro della pubblica istruzione, qualche giorno fa: “Corsi intensivi per gli insegnanti del Sud: abbassano la qualità dell'istruzione.” Affermazione, quest' ultima, pare poi smentita. Oddio, vado di corsa a rivedere il mio curriculum, mi è venuto un dubbio. Il curriculum dice che il professor Mimmo è laureato, ha un corso di perfezionamento post-laurea, un master ed ha vinto il concorso (non la Siss, ma il concorso nazionale) per l’ abilitazione all’ insegnamento. Il tutto a pieni voti. E sono ancora un prof precario. Caro ministro Bossi, se potessi eviterei volentieri di venire al Nord ad insegnare e starei in tranquillità a lavorare a casa mia. Eviteri ancora più volentieri di dare ogni mese 600 euro (ossia metà del mio lauto stipendio da professore) per un monolocale arredato. Ad un proprietario del Nord. Egregia signora ministra della pubblica istruzione: ogni fine anno scolastico i presidi mi dicono sempre: “ Professore, mi auguro di riaverla con noi l’anno prossimo” O sono educati e cortesi. O forse, nonostante sia un prof del Sud, qualcosina valgo come insegnante.
La mia nipotina ha compiuto 3 anni e ieri sera abbiamo festeggiato l’ evento in una locale stile Simpson, con i camerieri vestiti appunto come i personaggi Simpson. ( Parentesi: mio, padre, al ritorno, in auto: “ Mì, ma ci sò st’ Zimbson ? Madò quann’ so brutt’ ! ) Ovviamente la frugoletta era scatenata, correva in lungo in largo, con mia sorella che la inseguiva con panzone strabordante. E infatti tra pochissimi giorni arriverà la seconda nipotina. Ovviamente la cuccioletta è stata subissata di regali, che per portarli via ci voleva un tir. Il mio regalo-utile è stato l’ accappatoio di Titti e Gatto Silvestro. Ad un certo punto la pargoletta mi fa: “ Zio Mimmo, ma pecchè Valeina (sarebbe Valentina, la futura sorellina) non viene alla mia festa ? “ E io: “ Tesoro, Valentina è ancora troppo piccolina per stare con noi. Deve crescere ancora un altro pochino nella pancia della mamma.” E lei: “ Ah! Zio Mimmo, Valeina deve dormire con me, tenere nelle braccia io.” A questa frase commozione generale, nonni con i lucciconi. Incautamente però poi chiedo: “ Tesoro, ma con tutti questi giocattoli che hai avuto stasera farai giocare anche la sorell..” Non finisco nemmeno la domanda che la cuccioletta urla un: “ No !!!! ” che secondo me lo hanno udito pure allo stadio Olimpico di Pechino.
Il mio agnosticismo quasi cronico mi porta a non credere agli oroscopi. Tuttavia sono incocciato ultimamente in un simpatico libro di F.R. Bastide intitolato “Lo zodiaco. Segreti e sortilegi” e mi sono ritrovato in alcune caratteristiche peculiari del mio segno zodiacale, l’ Ariete. Dice Bastide: “ L’ Ariete da ragazzino è sempre il capo-banda. Crede che nella vita adulta si prolunghi questa condizione felice e battagliera della infanzia. Se l’ Ariete vede un albero in fiore non ci pensa proprio a sedersi sotto a canterellare o a godersi il fresco: lui subito prova ad arrampicarsi in cima, per spezzare qualche ramo o incitare i contadini alla rivolta.” Incuriosito cerco qualcosa su internet: “ L’ individuo Ariete ha bisogno di agire e di organizzare. Non ammette menzogne o ipocrisie di sorta. Per lui non ci sono le mezze misure: o bianco o nero.” Nell’ oroscopo cinese invece sono del segno del Cane. Strano. Ero sicurissimo di essere del segno del Capitone. Vabbè.
Avevo spento il pc da un’ ora circa. E come al solito mi ero lanciato sul letto. Di solito prendo sonno immediatamente. Stanotte non è così. Prendo l’ iPod. Magari mi concilia il sonno. Macchè. Bella questa vecchia canzone. Victims, Culture Club. Continuo ad osservare il soffitto. Mi alzo. Mi avvicino alla finestra. Un lampione giallastro illumina le mie braccia ramate dall’ abbronzatura estiva. Osservo le mie mani. Mi piacciono, le mie mani. Ho voglia di fare l’amore questa notte. Ho voglia di seni generosi. Da succhiare e da leccare. Ho voglia di sentire gemiti sibilati ad occhi semichiusi. Di respiri affannati. Di dita che frugano. Segnano. Esplorano. Di sentire il mio sesso che vibra su bocca e lingua. E ho voglia di essenza di umori femminili. Sulle mie mani. Sulle mie labbra. Sul mio sesso. Mi sorprendo a scrivere queste cose. Di scatto faccio per chiudere la pagina word. Salvare le modifiche a documento? Si. No. Annulla. Ma forse cancellerò questo post. Magari domattina. Al risveglio.

Il Ponte Vecchio di Mostar ( nella foto raffigurato alle mie spalle ) fu costruito nel 1566 dall' architetto turco Hajruddin. All'epoca Mostar era conosciuta come la " Firenze dell' Impero ottomano ", una città tollerante e aperta alle diverse culture e religioni. Il Ponte Vecchio, che collegava attraverso il fiume Neretva le due parti della città, era simbolo di questa tolleranza. Il Ponte fu fatto saltare in aria il 9 novembre del 1993, durante l’assedio di Mostar. Ricordo che, vedendo le immagini in tv, fui preso da rabbia, mista ad amarezza e furore. La distruzione del Ponte non aveva nessuna valenza strategica, ma si voleva colpire il simbolo, ciò che rappresentava. Dopo la guerra il Ponte fu ricostruito sotto l'egida dell' Unesco ed incluso nell'elenco dei Patrimoni dell’ umanità. Le sue 1.088 pietre vennero lavorate secondo le tecniche medievali. Difficile descrivere l’ emozione che ho provato camminando su quel Ponte.



