martedì, 29 luglio 2008

Mi piaceva Dubrovnik. Elegante, pulita, fresca. Il suo porto invece sa di spocchia. Così lontano dal porto della mia città. I lussuosi panfili e gli yacht ormeggiati mi stavano decisamente sul cazzo. La mattina presto passeggiavo sul lungo molo. Con tracotanza. Infantile, direi. Guardavo gli esseri che popolavano questi panfili. Signore di mezza età, donne con aristocratico disprezzo. E uomini tutti uguali. Vestiti tutti uguali. Con i pantaloni bianchi tutti uguali. Un mozzo intento a mettere in ordine un gigantesco panfilo ricambia il mio gesto di saluto. Mentre la signora attempata sorseggia distrattamente il suo drink. Mi verrebe da dire: Signò, ma non ve fasc’ ngul’, vààà. Lo scenario cambia completamente in Bosnia-Erzegovina. Appena attraversata la frontiera. Direzione Mostar. Il fiume Neretva scorre pigramente placido. Questa città la sento vicina al mio vissuto, ai luoghi della mia adolescenza. Come se ci fossi già stato. Non potrei mai perdermi a Mostar. La guida ci raccomanda di stare sempre in gruppo. Rapido cenno di intesa con il mio amico. Senti, guida, gli dico. Con il mio orribile inglese. Noi adesso ce ne andiamo per conto nostro. Lei ci guarda inorridita e sibila un.. But is dangerous! No problem, gli dico. Alle 15 saremo al punto di ritrovo. Ci addentriamo subito nella zona turca della città. Gli scugnizzi che tentano di alleggerirci non hanno nulla da invidiare a quelli della mia Città Vecchia. Sorrido, come a dire: piccolino, vuoi fregare un tarantino? It’s impossible. Altro cenno di intesa con il mio amico. Qualche euro in meno non ci manderà certo in miseria. E forse servirà a rendere migliore la giornata a chi sicuramente ha meno fortuna di noi. Una donna vestita di nero da lontano ringrazia. Un vecchio musulmano guarda la scena. Fa cenno di seguirci nella sua bottega-bazar. Ha di tutto. Un busto del maresciallo Tito; una divisa dell’ Armata Rossa; pipe; addirittura un vecchio mitragliatore Stern. Ci offre della grappa, credo distillata da lui in persona. Avrà 100 gradi, minimo. Ci mostra i segni della guerra del 1993. Muri crepati; palazzi sventrati; una granata incastonata sulla strada, a perenne memoria. Chiediamo se è possibile visitare la moschea. Ci guarda con curiosità e perplessità. Ma fa cenno di seguirci. Il custode ci domanda: “Your religion?” “Catholic” rispondo con scarsa convinzione, visto che la mia religiosità attualmente è vicinissima allo zero. Ci dice che possiamo entrare. Il minareto è affascinante. Saliamo sulla torre, dopo aver scalato una scala a chiocciola ripidissima e lunghissima. In cima, da lontano, istintivamente dico al mio amico: “ Guarda, il Ponte Vecchio.” Già, il Ponte Vecchio. Che merita un post a parte.

 ( Confine Croazia-BosniaErzegovina, alba del 26 luglio 2008)

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domenica, 20 luglio 2008
Tra poche ore sbarcherò in Croazia. A Dubrovnik, for the precision. Per una meritata vacanza. A presto.

postato da: chiaroilmattino alle ore 15:40 | Permalink | commenti (19)
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giovedì, 17 luglio 2008
Beh, da piccolo ero proprio un bel piccino, no ?
postato da: chiaroilmattino alle ore 09:46 | Permalink | commenti (15)
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lunedì, 14 luglio 2008

Dato che in questo mio blog non ho mai parlato di mia madre colgo l’occasione per colmare questa lacuna. L’ altro giorno mi dice : “ Mimmo, direi basta con i primi piatti di pasta a pranzo, con stò caldo.” Io: “ Ok, quindi oggi che prepari ?” Lei: “ Avrei pensato al gattone di patate.” Io: “ Eh ??? Ce jè mò stù gattone ? “ Lei: “ Il gattone, il gattone…alla francese.” Io: “ Ah, il gateau di patate…” Lei: “ Perché, io che ho detto ? ”

All’ inizio che installai internet, credo fine 1999 o giù di li, non c’erano tutte queste offerte, non c’era ADSL ecc. Ricordo che ovviamente non ero molto pratico, facevo casini per collegarmi, con ripetute connessioni. Arriva la prima bolletta del telefono: 300.000 lire. Non ero in casa quel giorno (fortunatamente!) e (testimonianza di mia sorella, all’epoca non ancora sposata) pare che la Chiaroilmattino’s Mother, brandendo un arnese tipo questo


mi abbia cercato per tutta la casa esclamando: “ Madò ! 300.000 lire d’ telefon’! Quidd’ strunz’! In questa casa INDERNE’ ci mangavvvv’ !!! Addò stè! Addò stèèèèèèèèèèèèèèèè!!! Per la cronaca, dormii una settimana da mia nonna.

 

postato da: chiaroilmattino alle ore 10:00 | Permalink | commenti (25)
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venerdì, 11 luglio 2008
....sparpagliati, for the precision....


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mercoledì, 09 luglio 2008
A chi appartengono queste labbra e questa fossetta sul mento ?
Aiutino: è un blogger simpaticissimo, il cui nome inizia per M. Lo so, è difficile, ma provateci lo stesso.
postato da: chiaroilmattino alle ore 11:20 | Permalink | commenti (17)
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lunedì, 07 luglio 2008
Oggi il mio blog compie due anni e facendo una rapida carrellata ho convenuto che...oh..in questi due anni ne ho scritte di minchiate...
postato da: chiaroilmattino alle ore 09:17 | Permalink | commenti (25)
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giovedì, 03 luglio 2008

Quanto io sia legato alla mia terra ed alla mia città credo si evinca facilmente dalle pagine di questo blog. Ultimamente cercavo una definizione di “ tarantino “ che mi soddisfacesse. Il mio amico scrittore Cosimo Argentina mi dice spesso che ci sono i pugliesi. E i tarantini. Per indicare una diversità. E forse ha ragione lui. Credo possa essere emblematico questo episodio storico.  Nel 282 a. C. Taranto festeggiava il dio Dioniso, e la popolazione assisteva ai giochi nell' anfiteatro, che sorgeva vicino al mare. All' orizzonte, ad un certo punto, apparvero le navi romane, che si dirigevano minacciosamente verso il porto. I Tarantini, che già odiavano Roma per le sue mire espansionistiche e per gli aiuti che aveva sempre prestato ai governi aristocratici, non esitarono ad affrontarle con la propria flotta, riuscendo ad affondare quattro navi e a catturarne una, e facendo molti prigionieri tra i Romani. Non appagati, marciarono contro la vicina Thurii, sopraffacendo il presidio romano e saccheggiando la città.

postato da: chiaroilmattino alle ore 12:43 | Permalink | commenti (12)
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