giovedì, 31 gennaio 2008

Mia madre : " Mimmo, ma stai mangiando decentemente ? O stai cucinando soliti sughi precotti e scatolame ? "

Io : " Tranquilla...pensa che oggi ho fatto la zuppa di lenticchie..."

Mia madre : " Ah, bravo ! Ma l' hai cucinata come ti ho detto io, cioè hai messo a bagnomaria le lenticchie per 12 ore, poi hai aggiunto sedano, olio e aglio ecc. ? "

Io : " Ehm..si si..l' ho fatta proprio così..............."

postato da: chiaroilmattino alle ore 12:59 | Permalink | commenti (19)
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sabato, 26 gennaio 2008

Allora, mia sorella ha dato il lieto annuncio: in estate inoltrata diventerò bis-zio.

postato da: chiaroilmattino alle ore 09:36 | Permalink | commenti (14)
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martedì, 22 gennaio 2008

Posso confermare che passare dal vivere in un posto così

a ritrovarsi a vivere di colpo in un posto così

sono davvero VOLATILI PER DIABETICI (LEGGASI: CAZZI AMARI).

postato da: chiaroilmattino alle ore 11:12 | Permalink | commenti (22)
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venerdì, 18 gennaio 2008

Visto che io sono un prof che insegna materie giuridiche ed economiche solitamente mi assegnano non meno di 10 classi. Questa volta, però, mi è stato assegnato un compito diverso. Avrò un solo alunno. Sarò il prof di sostegno di un ragazzino con problemi di autismo. Spero di essere all' altezza della situazione. Cercherò di fare del mio meglio.

postato da: chiaroilmattino alle ore 12:43 | Permalink | commenti (18)
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lunedì, 14 gennaio 2008
E, come al solito, a gennaio arriva la solita chiamata dalla Pianura Padana : " Professor Chiaroilmattino, abbiamo bisogno di lei. "  E si riparte.
postato da: chiaroilmattino alle ore 07:23 | Permalink | commenti (15)
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mercoledì, 09 gennaio 2008
Complimenti a Cruna72 e ad Adelaide Spallino, le vincitrici del concorso. Il premio consiste in una mia foto in cui per Carnevale sono travestito da Sandokan. Autografata, naturalmente.
P.S.
Qualcuna si propone per fare la Pirla di Labuan ?

postato da: chiaroilmattino alle ore 10:56 | Permalink | commenti (18)
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lunedì, 07 gennaio 2008
E' il tema musicale di un famoso sceneggiato. Dopo aver ascoltato, indicare il titolo dello sceneggiato e l' autore del brano. In palio un premio interessante.
postato da: chiaroilmattino alle ore 08:54 | Permalink | commenti (13)
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mercoledì, 02 gennaio 2008

Chissà quante volte saranno fischiate le orecchie delle mamme e sorelle di noi ragazzini terribili tarantini dei primi anni Ottanta. Per tutte le volte che sono state nominate nei nostri “insulti” senza pietà. Che erano però insulti ricercati, oh. Mica la solita triviale parolaccia volgare. Ad esempio ricordate la bellissima canzone dei Queen “ Another one bites the dust” che faceva:nà nà nà Another one bites the dustttttttt nà nà nà nà. Bene, in dialetto tarantino il brano veniva trasformato così, con riferimento alle virtù casalinghe delle mamme:
nà nà nà e mamet’ ‘mbast’ a past’ !
nà nà nà e mamet’ ‘mbast’ a past’ !
Traduzione    
nà nà nà e tua madre impasta la pastasfoglia !
nà nà nà e tua madre impasta la pastasfoglia !

Non contento qualcuno (chissà chi…) decise che non stava bene non citare il babbo, che avrebbe potuto averne a male. Allora si aggiunse un’ altra strofa:
nà nà nà e mamet’ ‘mbast’ a past’ !
nà nà nà e mamet’ ‘mbast’ a past’ !                         
e u’ ricchion’ d’ attand’ strazz’                                    
l’ bigliett’ du tram a uno a uno !
Traduzione

nà nà nà e tua madre impasta la pastasfoglia !
nà nà nà e tua madre impasta la pastasfoglia !
e il ricchione di tuo padre strappa                                   
i biglietti del tram uno per uno !

Una raffinatezza molto in uso sul conto delle sorelle era : u’ pesce d’ soret’ ! Oppure in alternativa u’ piccione d’ soret’ ! Letteralmente il pesce di tua sorella, il piccione di tua sorella. Lascio immaginare quale parte anatomica della suddetta sorella si volesse indicare con i termini di pesce e piccione. Ovviamente bisognava controbattere. E di qui la genialata, partorita dalla mente malata di qualcuno (chissà chi…). Quando ti dicevano : “u’ pesce d’ soret’! arrivava a bruciapelo la risposta : “ Sore nò n’ tengh e sus’ a mamet’ m’ mengh’ (cioè, sorelle non è ho e a tua madre glielo dò.). Non vi dico poi quando per sbaglio qualcuno aveva la malagurata sventura di farsi scappare la parola “cinque”. Partiva immediatamente la seguente delicatissima ed implacabile canzoncina:
E tre e quattro e cinque     
e mamet’ vè incint’                                  
vè incint’ d’ sei mes’                               
c’ sap’ ci l’ha mis’ !
Traduzione  
e 3 e 4 e 5
tua madre che va incinta
va incinta di 6 mesi 
paternità incerta...   

Eh si, è proprio vero che noi ragazzini di una volta avevamo più poesia.

 

 

postato da: chiaroilmattino alle ore 12:00 | Permalink | commenti (16)
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