L’ approccio al sesso di noi adolescenti dei primissimi anni Ottanta era davvero faticoso. Altro che i ragazzi di oggi, che possono accendere la tv a tutte le ore e zac! tette, culi, ecc sono ormai ordinaria amministrazione. Per non parlare di internet. All’ epoca nostra, per vedere un paio di menne, dovevi faticare, sudare, pianificare. E non avevi internet, videoregistratori, dvd ecc. Ma sono felice di essere stato adolescente in quel periodo, piuttosto che il “tutto subito” di adesso, che ti fa bruciare le tappe in pochissimo tempo.
Mercoledì Sport
Da ragazzino, con la scusa di vedere Mercoledì Sport, mitico appuntamento in tarda serata con le coppe europee di calcio, la sera restavo sveglio un po’ più a lungo, mentre i miei andavano a dormire. Ovviamente mi fiondavo sulle emittenti private, sperando di incocciare qualche filmetto sexy. Di quelli che al massimo si vedevano, appunto, un paio di menne. Ma in quegli anni sembrava davvero il massimo del proibito. Una sera, si alza mio padre. “ Mimmo, scusa, ma sei ancora sveglio? Domani c’è scuola.” E io, sobbalzando : “ Ehm..papà..sto vedendo Mercoledì Sport..” E lui : “ Ah...ma guarda che oggi è giovedì…”
I giornaletti
Un giornaletto sexy soft che all’epoca andava di moda era Blitz. Molto spesso pieno di fotografie dedicate alle maggiorate dell’ epoca, la Fenech, Nadia Cassini ecc. E poi c’erano quelle del Drive-in, che ovviamente ci facevano arrapate da morire, Tini Cansino, Lory Del Santo, Carmen Russo. Naturalmente il dramma era andare a prenderlo al giornalaio. Si sceglieva ovviamente l’edicola in piena periferia, isolata, dove non ti conosceva nessuno. Si faceva la colletta e poi la conta per chi doveva acquistarlo. Poi il dilemma : chi se lo tiene il giornale? E si decideva una spartizione delle pagine. E sorgeva un’ altro problema : chi si prende le pagine migliori? Una volta ci sfidammo a calciobalilla e il vincitore poteva scegliere per primo le parti del giornale. A me toccarono una tetta della Fenech e mezzo culo di Nadia Cassini.
Il cinema a Luci Rosse
E venne il giorno che decidemmo di fare il grande salto. Di varcare il Rubicone. Il cinema a Luci Rosse. Passavamo sempre di lì, da quel cinema, vedendo le locandine del film in programmazione. E si fantasticava. Un giorno decidemmo : basta , proviamo ad andarci. Un mese di preparazione, manco fosse lo sbarco in Normandia. Riunioni, mappe topografiche della zona, paranoie da paura. Del tipo:
Io:“ Eh se incontriamo qualcuno ?”
Il mio amico : “ Ma chi temi di incontrare? Hai paura di beccare tuo padre??? Ma dai!!!”
E io. “ No… mio padre no…magari il tuo si”.
Oppure: e se ci chiedono la carta di identità? Il film è vietato ai minori di 18 anni!! Noi abbiamo 14 anni!!” “ Ma dai, che carta di identità vuoi che ti chiedano!!”
Arriva il grande giorno. In programma film con Ilona Staller. Mimetizzati con occhiali da sole, manco fossimo agenti del servizio segreto. Ultimi tentennamenti. Si entra? Non si entra? Intanto da fuori si sentiva : “ Ahhhhhhhhhhhh!! Siiiiiiiiiiiiiiii!!! ” Come resistere? Entriamo. Oh, passano una decina di secondi, zac! E va via la corrente elettrica. Ma vaffangul' vaaaaaaaaaaaa!!!!