sabato, 28 aprile 2007

....accucciato sul tuo seno....

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martedì, 24 aprile 2007

In effetti però qualche volta l' astrologia ci azzecca. Infatti dicono che gli Arieti quando si mettono una cosa in testa sono tremendi. Ed io mi sono messo in testa che adesso che ci vedremo ti farò godere tantissimo. Tra una coccola e l' altra. Già.

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sabato, 21 aprile 2007

Vabbè, oggi voglio fare il paraculo. O il cagone. O lo sborone, come si dice qui in Emilia.

LA PICCOLA IMPRESA E LA MANODOPERA FEMMINILE MERIDIONALE AD INIZIO OTTOCENTO : LA PARENTESI BREVE E FELICE DI TARANTO

Articolo redatto dal  Prof. MIMMO GALEONE

( recensito e pubblicato dalla rivista “Sulle sponde del Galeso” )

Agli albori del 1800, secolo di grandi trasformazioni sociali, culturali ed economiche, il tasso di occupazione femminile nel meridione d’ Italia è di gran lunga inferiore a quello degli altre zone della penisola. Giusto per citare alcuni esempi, in Lombardia ed in Piemonte la percentuale delle donne che sono impiegate nell’ industria arriva a toccare punte del 60 % della popolazione complessivamente occupata. Nell’ Italia del Sud, al contrario, la percentuale di rappresentanza femminile non supera il 25 % degli occupati.Tuttavia, a Taranto si registra una clamorosa inversione di tendenza rispetto, appunto, al dato generale riguardante il comportamento della manodopera femminile nei confronti dell’ apparato industriale. Ciò si spiega in parte con il periodo d’ oro che la manifattura tessile tarantina vive nel primo decennio del XIX secolo. Del resto, in questa fase storica, gli opifici di terra jonica possono contare sull’ utilizzo di ben 800 telai per la produzione di felpa; inoltre, altri 200 telai sono utilizzati per la produzione del cotone. Il numero di donne occupate nel settore della filatura del cotone in quel periodo raggiunge le tremila unità. Un dato certamente rilevante, se pensiamo che a quell’ epoca Taranto raggiungeva a stento i 20.000 abitanti. A queste lavoratrici bisogna aggiungere, tra l’ altro, una schiera di ragazze addette alla preparazione del filo per le operazioni di tessitura. Il lavoro delle tarantine occupate nella piccola impresa è lavoro dipendente, remunerato con salario a giornata. Ma si tratta di una stagione prospera di breve durata.Tra il 1840 e il 1850, purtroppo, assistiamo alla grave crisi del comparto manifatturiero jonico, causata da molteplici fattori. In primis, la nuova e moderna tecnologia, con il processo di meccanizzazione incentrato sulla filanda meccanica, sconvolge gli equilibri della piccole imprese del settore tessile. Di conseguenza, una gran parte di lavoratrici ( specialmente le tessitrici e le filatrici ) viene a trovarsi in brevissimo tempo senza lavoro. Ovviamente anche coloro che continuano a lavorare risentono di questa recessione, in primo luogo con una drastica riduzione del salario. Non trascurabile, in questa direzione, è l’ analisi del professor Giuseppe De Gennaro, il quale, tra i motivi della crisi, evidenzia una crescita esponenziale sui mercati europei da parte di Paesi storicamente più avanzati. Emblematica, in tal senso, e’ l’ invasione  dei prodotti manifatturieri provenienti dal Regno Unito. Questa la tesi, condivisibile, del professor Giuseppe De Gennaro : “ Sarà per il progresso tecnico o per la facilità degli approvvigionamenti del greggio dall’ America e dall’ India o per la celerità e sicurezza dei mezzi di trasporto, ma l’ industria inglese è in grado di collocare sul mercato di Taranto i suoi velluti e le sue tele, facendo concorrenza spietata ai velluti e alle tele del mercato tarantino. “ Possiamo naturalmente fare degli esempi concreti, per descrivere in maniera pregnante la situazione che si è venuta  a creare : verso la metà del 1800 una canna di velluto inglese la si può acquistare con 8 carlini, mentre solamente il costo ( e non il prezzo finale, si badi bene ) sostenuto dal settore manifatturiero tarantino si aggira intorno ai 10 carlini. Altro esempio : il prezzo di una canna di tela inglese non è superiore ai 30 grani; l’ imprenditore locale, invece, dati gli alti costi di lavorazione, non può venderla al di sotto dei 40 grani. Inevitabile per le lavoratrici tarantine il crollo dei salari. E anche in questo caso possiamo chiarirci le idee con degli esempi calzanti : prima della crisi, una lavoratrice al fuso guadagna circa 15 grani al giorno. Adesso il compenso scende giù in picchiata, aggirandosi sui 5 grani al giorno. Con la prospettiva futura che, data la congiuntura avversa, il salario  potrebbe arrivare addirittura a 2 grani al giorno. La crisi investe comunque non solamente gli artigiani del cotone e della felpa, ma anche altre categorie di lavoratori, dai pescatori agli operai qualificati. I salari, pertanto, vanno a raggiungere i livelli minimi di sussistenza, con l’ inevitabile impoverimento delle famiglie e il conseguente sbandamento della politica economica pubblica. In parallelo, si assiste anche alla progressiva perdita del mestiere individuale, sostituito dall’ anonimato professionale. Con l’ aggravante che il peggioramento delle retribuzioni va ad incidere negativamente  sull’ economia delle famiglie, dato che le donne ( madri e figlie ) sono di fatto disoccupate. I successivi risvolti del mercato del lavoro a Taranto, sia dal punto di vista dell’ evolversi del rapporto numerico fra le varie categorie di lavoratori che da quello delle condizioni di vita, saranno racchiusi e sintetizzati nella storia dell’ ormai nascente  Arsenale Militare. In pratica, da questo momento in poi, il modello particolare di produzione dell’ economia tarantina sarà in maniera prevalente mirato alla realizzazione di programmi unilaterali, motivati da esigenze prettamente militari. E l’ industria tessile e manifatturiera jonica non riuscirà comunque più a rivivere i fasti irripetibili che caratterizzarono i primi quattro decenni dell’ 800.

BIBLIOGRAFIAG. De Gennaro, Lavoro e occupazione nel Mezzogiorno. L’ involuzione del secolo XIX, Napoli, Ed. Scientifiche italiane, 1991.

C. Nitti, Della povertà in Taranto e dei mezzi per mitigarla, Napoli, Stabilimento tipografico Nobile, 1857.

Mimmo GALEONE

Mimmo GALEONE (Taranto, 1970), dopo la maturità classica, ha studiato all’ Università di Bari. Si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo storico-politico, ed ha conseguito nel 1999 il perfezionamento – master sempre all’ Università di Bari in Storia del Novecento europeo. Nel 2001 ha ottenuto l’ abilitazione, tramite concorso ordinario, all’ insegnamento nelle scuole secondarie di materie economico-giuridiche. Vincitore di borsa di studio al seminario L’ Ideale di Repubblica nel pensiero politico moderno, organizzato dall’ Istituto Italiano per gli Studi filosofici; ha preso inoltre parte a numerosi convegni nazionali ed internazionali. Oltre alla docenza negli istituti superiori, da  circa cinque anni si occupa di formazione professionale, svolgendo attività di tutoring e docenza in corsi di post-diploma, apprendistato e obbligo formativo. Decennale l’ impegno anche nel settore giornalistico, attraverso collaborazioni con quotidiani, emittenti radiofoniche e portali telematici.

 

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mercoledì, 18 aprile 2007
Segnali di vita, per dirla alla Battiato. Sveglia alle 6.30. E’ bello indugiare sotto il lenzuolo, quando ormai è primavera inoltrata. Quando tra l’ epidermide e il cotone del lenzuolo non c’ è più il frammezzo del pigiama. Indugio. Ma è ora di alzarsi. Colazione. Latte e Nesquick, non bevo caffè. Inzuppo una decina di Macine del Mulino Bianco. Troppi dieci biscotti? Direi di no, visto che poi non toccherò cibo fino alle 13,30. Veloce doccia. Un sms dolce per Lei. Faccio mente locale sulla giornata scolastica. Un rapido riepilogo su ciò che dovrò spiegare in classe. Le prime due ore c’ è il compito in classe in quarta. Ho ancora vivo il ricordo delle vigilie insonni dei compiti in classe di latino e greco, di quando ero studente. Sorrido. Chissà se esiste ancora qualcuno che la notte non dorme per il compito in classe. Ore 7.20. Esco di casa. Bel sole. Sorrido. Segnali di vita, per dirla alla Battiato.
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lunedì, 16 aprile 2007

..mi piacerà vederti così...così appagata..ed ebbra di piacere...

 

 

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giovedì, 12 aprile 2007

All' astrologia non credo molto. Prendiamo il mio segno zodiacale : Ariete. Dicono che gli arieti siano testardi, ostinati, cocciuti. E che non cambiano mai la loro posizione. Non mi ci ritrovo per niente in questa descrizione. Infatti io la mia posizione la cambio spessissimo.

 

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martedì, 10 aprile 2007
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domenica, 08 aprile 2007

Giorni frenetici. Le ore sembrano minuti, tanto scorrono in fretta. Le giornate dovrebbe essere formate da minimo 48 ore, per riuscire a fare tutto quello che avevo progettato per questo mio ritorno a casa. E mi sembra pure strano il fatto che, forse per la prima volta, in questo blog io stia adesso scrivendo quasi una pagina di diario. Avrei bisogno di rifiatare un po’, di pensare ai tanti cambiamenti che ci sono stati nella mia vita in questi ultimi mesi. Domani forse riuscirò a ritagliarmi un po’ di tempo. A stare un po’ sul Lungomare. Semplicemente a  raccogliermi un po’ con me stesso. Ultimamente ho come la sensazione di essere diventato “grande”, di aver abbandonato per sempre l’ adolescenza.

Chiaroilmattino: “ Scusa se intervengo, ma sti cazzi, a 37 anni forse non si è più adolescenti, non trovi ?

Beh certo, anagraficamente non si è più adolescenti a 37 anni, questo lo so. Ma, sai, questa esperienza lavorativa che mi ha portato così lontano da casa, non so…

Chiaroilmattino : “ Senti, ma invece di continuare a scrivere stronzate, perché non riscaldi quelle splendide polpette e quelli involtini magnifici che sono avanzati dal pranzo pasquale?

Ok, vado..

Chiaroilmattino : “ SSSSSSSShhh…avvicinatevi…ecco…siccome io Mimmo lo conosco bene…quello la testa da adolescente non la cambierà nemmeno a 69 anni (un numero a caso…).

Chiarooooooooo!!!!!!!!!

Chiaroilmattino: “ Arrivo…….;-) “

 

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venerdì, 06 aprile 2007
..tornare a casa..andare in città vecchia scendendo per il porto..mangiare del pesce acquistato da Cicce u Gnure..il tutto equivale ad un orgasmo..


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martedì, 03 aprile 2007

E domani si torna a casa,per un breve periodo. Ho bisogno dei sapori della mia terra, dei suoi colori, dei suoi profumi, del suo mare.

 

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