mercoledì, 29 novembre 2006
   
postato da: chiaroilmattino alle ore 19:40 | Permalink | commenti (11)
categoria:
lunedì, 27 novembre 2006
                                          
postato da: chiaroilmattino alle ore 12:29 | Permalink | commenti (14)
categoria:
venerdì, 24 novembre 2006
Non se ricordate il famoso “censimento degli italiani” del 2001. Bene, il sottoscritto fu assunto dal Comune ( sempre con contratto a tempo determinato,figuriamoci ) e lavorò per qualche mese a questa titanica impresa, che consisteva nel compilare questionari in cui bisognava scrivere morte e miracoli di famiglie, imprese, negozi ecc. Ovviamente, tanto per cambiare, mi capitò un quartiere di competenza della mia città non proprio esaltante. E, anche in questo caso, di aneddoti da raccontare ce ne sarebbero a iosa. Tuttavia, fu un esperienza davvero molto intensa, quella di andare nelle case delle persone e, diciamo così, monitorarle. Toccai con mano la solitudine degli anziani, l’ emarginazione, l’arte dell’arrangiarsi ed anche tantissimo calore umano. E a proposito di calore umano, questi due episodi direi che fanno proprio al caso…
Il circolo culturale.
Un giorno mi chiama il coordinatore e dice : “ Mimmo, ci siamo dimenticati di censire un circolo culturale in Via xxxxxxx. Fai un salto tu? ”. Ci vado, pensando tra me e me che mi sbrigherò presto, sicuramente mi compileranno il questionario all’ istante. Raggiungo il circolo. Oddio, dall’ esterno non è che mi sembrasse tanto culturale. Entro. Sul muro campeggia uno splendido poster della mitica e compianta Moana Pozzi. “ Buonasera!”. Come risposta ricevo un rutto che, a occhio e croce, penso dovesse avere la potenza audio di un concerto degli Scorpions. “Ehm-esordisco-io sono l’addetto per il censimento.” Risposta: “ Bene, comincia a censire stò paio di palle,allora.” Poi mi si avvicina un tipo che credo provenisse direttamente da Alcatraz e mi fa : “ Pensi di uscire sano da qui? ” In quel momento il mio colorito ritengo assomigliasse a un gateau di patate. “Ehm…signori…torno un’altra volta…” Risposta: “ Ma dove cazzo credi di andare? ” Arrivò allora un altro tizio che sembrava più ragionevole: “ Ma lasciatelo stare, non vedete che è un povero stronzo? ” Quello che sembrava il capobanda propose:“ Facciamo una così, sai giocare a calciobalilla? Se riesci a batterci non solo te ne vai tranquillo e con le ossa sane, ma ti compiliamo pure il questionario.” Bene, fu la mia salvezza, giacchè a calciobalilla, dopo anni e anni di pratica, posso fare il mazzo a chiunque. Ho persino ancora i calli sulle mani per quante partite ho fatto. Loro erano fortissimi, ma riuscìì a spuntarla. E furono di parola. Mi offrirono pure una birra, alla fine. E mentre me ne stavo andando il capobanda confermò:” Ricordati, che resti sempre uno stronzo.” Comunque la loro fortuna fu che sono un tipo pacifico…altrimenti….altrimenti…altrimenti…niente,altrimenti il cazzo….mi sarei tenuto lo stronzo senza fiatare,come infatti è accaduto…
La massaggiatrice
Busso al campanello. Apre una signora sulla quarantina. Ambiente distinto, quadri erotici alle pareti, candele, profumo di essenze ed incenso. “Salve,dovrei lasciare il questionario per il censimento” “ Entra pure, ma compiliamolo insieme,ho poco tempo.” Mi fa accomodare. Varie domande, lei risponde ed io riporto sul questionario. Arriviamo alla domanda: professione? Risposta:massaggiatrice….Tu sei mai stato da una… massaggiatrice? “Mah,signora veramente no.. “ Peccato,sai,dovresti provare. Io poi sono molto brava...massaggio protetto s’ intende… Se resti ti faccio un prezzo speciale…” Risposi : “Mi spiace,signora,devo scappare…ho davvero il tempo contingentato…se sgarro di un minuto rischio di mandare tutto il lavoro a…. puttane.”
 
 
 
 
postato da: chiaroilmattino alle ore 00:58 | Permalink | commenti (13)
categoria:
martedì, 21 novembre 2006

Dentro di noi forse vivono mille individui...

Formati da quello che abbiamo fatto...da quello che abbiamo pensato...

Ma anche da quello che non siamo diventati mai...

postato da: chiaroilmattino alle ore 00:41 | Permalink | commenti (12)
categoria:
sabato, 18 novembre 2006
Il primo lavoro ”serio” che ho fatto,dopo la laurea e il master,è stato quello di lavorare alle Poste. Ovviamente con un contratto a tempo determinato. Mi chiamarono per sostituire un postino e accettai. Mi toccò un quartiere un pochetto turbolento della mia città. Appena arrivai mi presentai dal direttore. Che appena mi vide, lesse nome e cognome, fece : “ Ah, ma lei è il giornalista?”. Già, sono proprio io. “ Ah bene, io la seguo sempre, sono un grande appassionato di calcio e mi attaccò un pippone di mezz’ ora. Ora, io adoro il calcio, lo commento, ne scrivo, faccio l’ opinionista, tutto quello che volete. Ma non sopporto quando la gente mi incontra e la prima cosa che mi chiede è il calcio. Cioè potrebbe pure mancarmi un braccio e le persone, incontrandomi, come prima cosa mi direbbero : “ Ehilà, Mimmo, ho letto il tuo pezzo domenica, bella l’ analisi della partita.” Vabbè. Tornando al direttore, dopo il pippone calcistico, mi disse : “ Non si preoccupi, da noi si troverà bene, lasci fare a me,la sistemo in ufficio.” Rifiutai e dissi che comunque volevo davvero provare a fare il postino. Mi guardò perplesso e disse . “ Uhm, sai in che zona della città ci troviamo,vero?” Ma io fui irremovibile. Ora, per raccontare gli aneddoti di quei mesi non basterebbe un blog intero, mi limito a qualche pennellata veloce.
L’ assegno di disoccupazione
Il primo giorno di consegna della posta mi si avvicinò un tipo,tatuaggi su tutta l’ epidermide,canottiera e birra in mano alle 8 del mattino.
“ Sei il nuovo postino ?”
“ Ehm..si..”
“ Sai perché è assente quello vecchio?”
“ Mah..pare sia in convalescenza…”
“ Si esatto,ce l’ho mandato io in convalescenza,l’ ho fracassato di mazzate.”
“ Ah…”
“ Il motivo è semplice : io aspetto ogni mese l’ assegno di disoccupazione, e lui un giorno invece di portarmelo alle 8 me lo portò alle 8,30. Tu sei un tipo puntuale?”
“ Non sono solo puntuale, ma se dovessero tardare quelli della banca a inviare l’assegno non ci sono problemi,posso anticipare io…”
“ Bravo, toh bevi nu sors’ d’ birr’…”
“ Mah veramente..sono le otto del mattino…”
“ Biv’ a birra, t’ stok’ a dico!!!!!!!!! ”
I cani
Credevo che la storia dei cani che ce l’hanno con i postini fosse una leggenda metropolitana. Un paio di palle. E’ tutto vero. Soprattutto quando andavo a consegnare la posta alle villette. E la cosa che mi lasciava perplesso era il comportamento dei proprietari dei cani,che mi rassicuravano : “ Tranquillo, entri pure, vuole sole giocare.” “ Ah, vuole solo giocare…e quando si incazza invece che fa? “ E poi, ovviamente, mica cani qualsiasi : alani, dobermann, rottwailer, mastini, pastori tedeschi…tutti ad aspettare me...Fu un periodo davvero da cani.
La signora
Una signora piuttosto avvenente riceveva sempre pacchi, pacchetti e, ovviamente, mi chiedeva se cortesemente potessi salire io al primo piano a consegnare la sua posta. E, le sue generose scollature non passavano ovviamente inosservate. Ma io, visto il coglione che sono, come direbbe Claudio Baglioni “ non ho mai capito niente.” Consegnavo e me ne andavo. Un giorno la bella signora mi chiese : “ Senti, ma tu che tipo di postino sei, di quelli che bussano…due volte? ”. Risposi: “ Mah, vede signora, dipende : se a colazione mi faccio uno zabaione potrei anche arrivare a bussare tre volte…” Poi seppi che era l’ amante del tizio dell’ assegno di disoccupazione di cui sopra....
postato da: chiaroilmattino alle ore 00:54 | Permalink | commenti (15)
categoria:
giovedì, 16 novembre 2006
                                                                                
postato da: chiaroilmattino alle ore 02:09 | Permalink | commenti (8)
categoria:
lunedì, 13 novembre 2006
Ripensavo ultimamente alla vacanza sul Gargano di fine luglio. E’ il mio rifugio di sempre, soprattutto quando mi succedono casini sentimentali. E infatti era appena finita la mia storia che ho chiamato G., l’ amico di sempre, è ho detto: prenota il camping, e lui ha subito intuito che mi ero mollato con la tipa. Ora,un campeggio lo puoi fare solo con il tuo migliore amico. In quel periodo nemmeno lui se la passava tanto bene con la sua compagna, una piccola crisetta, niente di che. E anche lui aveva bisogno di staccare un po’. Dicevo, il campeggio lo puoi fare solo con il tuo migliore amico, visto che ci conosciamo a memoria( compagni di banco dai tempi del Liceo) e non ci sono scazzi di nessun genere. E’ l’ ideale. E se si potesse anche scopare tra noi sarebbe il massimo. Non lo facciamo perchè entrambi siamo ancora affezionati alla cara e vecchia faiga. In qualcosa siamo diversi, è ovvio. Per esempio io non sto fermo mai, lui anche,ma non raggiunge i miei livelli di frenesia. Per dirne una,dopo pranzo in campeggio alle due di pomeriggio con 49° gradi all’ombra magari uno si riposa un po’. Il sottoscritto invece affitta l’acquascooter, incomincia a scorazzare in lungo e in largo e per poco non sperona la guardiacostiera, con il rischio di essere arrestato. Oppure alle 20 di sera magari bisognerebbe preparare la cena, e il sottoscritto invece si fa trascinare in una partita di calcetto da ventenni terribili. Poi difficilmente io perdo la calma, mentre lui è più sanguigno. Una notte si scatenò una specie di Tsunami nel villaggio dove eravamo ospiti e la tenda oscillava da paura, tuoni,fulmini e grandine. Lui si svegliò allarmato e disse : “Mì, ma non senti che cazzo sta succedendo? Ma come cazzo fai a dormire?”. E io:” Tranquillo,sono solo due gocce,e lo dicevo proprio mentre un fulmine inceneriva un albero a 34 cm dalla nostra tenda. Una sera davanti a un bel piatto di penne all’arrabbiata si discuteva di maturità ed immaturità. Io affermavo che lui sicuramente è più maturo di me, visto che convive da quasi 5 anni, adesso sta pensando all’opportunità di acquistare casa ecc. Mentre io conduco una vita ancora da Peter Pan,e sto ancora con i miei. Lui diceva che invece sotto alcuni aspetti sono più maturo io. E iniziò il tira e molla.. sei più maturo tu, no il contrario…e invece si..e no..Alla fine si avvicinarono due simpatiche donzelle di Roma, vicine di tenda, che simpaticamente ci dissero: “ Aò, avete rotto er cazzo cò sti discorsi da stronzi! Ma quanno cazzò ce dovete invità a bere na birretta con voi? E' nà settimana che ve lo volemo fà capì! ” Eh si, siamo sempre stati, io e lui, sotto questo punto di vista, due grandissime teste di cazzo. Ecco, ho trovato un’altra cosa che ci accomuna.
postato da: chiaroilmattino alle ore 22:32 | Permalink | commenti (16)
categoria:
sabato, 11 novembre 2006
Credo che finora il 1997 sia stato l’ anno più intenso della mia vita. Un anno irripetibile, con la vita che scorreva impetuosa ed emozionante, intensa, e con le giornate che davvero sembravano non finire mai. All’ inizio di giugno di quell’ anno dovevo espletare il servizio militare e, le mie convinzioni pacifiste mi fecero optare per il servizio civile, credendo che un’ esperienza del genere mi potesse servire. Ed infatti così accadde. Arrivato a destinazione, il primo compito che mi fu assegnato fu quello di occuparmi di un ragazzo tetraplegico, in carrozzina. Senza nessun tipo di formazione e senza ovviamente nessun tipo di esperienza. Mi si disse solo : tu ti occuperai di Rocco. Il primo impatto fu ovviamente un disastro. Per colpa mia. Infatti, decisi di avere la condotta di essere con lui gentilissimo, carinissimo, premuroso. Perché, inconsciamente, pensavo stupidamente che lui era contento solo se veniva trattato bene sempre e comunque. E Rocco iniziò ad osteggiarmi. Giorni difficili. Credevo di non farcela. Di mollare. Non ero adatto. Poi, pian piano, decisi di cambiare atteggiamento. E presi a  non assecondarlo più, volutamente. Di male in peggio. L’ ostilità aumentò. Un giorno, mentre lo accompagnavo a scuola, lo sistemai nel suo banco e immerso nei miei pensieri, mi sedetti vicino a lui in silenzio. Ad un certo punto mi chiese perché stessi cosi. E io risposi in malo modo, che stavo incazzato e che non erano fatti suoi. Lui sorrise. Inaspettatamente. E sorrisi anche io. Mi disse che era contento di vedermi incazzato. E io recepii il suo messaggio. Ecco, la magia si era avverata. Avevo compreso. Lui voleva essere trattato normalmente. Non mi voleva sempre e per forza sorridente. E allora capii questa piccola grande verità. E le cose migliorarono. Quando non era giornata lo mandavo tranquillamente a fare in culo, e lui altrettanto. E poi risate, scherzi. Come quella indimenticabile giornata al mare. Oppure come quella volta a commentare i culi e le tette delle ragazze. E momenti difficili, anche, certo. Quando il suo sguardo triste e malinconico ti trasmetteva interrogativi a cui io non potevo e non sapevo rispondere. O crisi di pianto improvvise, in cui non sapevo che fare, che dire, mi veniva solo voglia di scappare come un vigliacco. E poi l’ ultimo giorno del servizio civile. Quando stavolta si piangeva in due. Ci siamo siamo sentiti poi, nel corso degli anni. Adesso forse verrò a trovarti, nella tua città. Penso che lo farò. Per dirti grazie per avermi arricchito. Anche se quei luoghi, oltre a ricordarmi un anno e un’ esperienza decisiva per la mia crescita, andranno a toccare altre corde. Quelle di una bellissima parentesi d’ amore, travolgente e passionale. Ma questa è un’ altra storia.
postato da: chiaroilmattino alle ore 00:59 | Permalink | commenti (14)
categoria:
giovedì, 09 novembre 2006

                                                           

postato da: chiaroilmattino alle ore 19:51 | Permalink | commenti (11)
categoria:
mercoledì, 08 novembre 2006
…c'è il ragazzo brillante e ironico, il Peter Pan che è tanto apprezzato…
 
…c'è l'erotico e il goloso di sesso, un po' forte, un po' selvaggio…
 
…c'è il tuo modo di essere malinconico con il tuo passato ancora vicino e con ancora della strada da fare per essere uomo completamente…
 
…c’è il giornalista sportivo…
 
…c’è il professore che ancora non ha avuto modo di potersi esprimere al massimo...
 
…c’è il padre che non sei ancora, il compagno che forse vorresti essere…
 
postato da: chiaroilmattino alle ore 02:13 | Permalink | commenti (14)
categoria:

Heracleum blog & web tools