Il primo lavoro ”serio” che ho fatto,dopo la laurea e il master,è stato quello di lavorare alle Poste. Ovviamente con un contratto a tempo determinato. Mi chiamarono per sostituire un postino e accettai. Mi toccò un quartiere un pochetto turbolento della mia città. Appena arrivai mi presentai dal direttore. Che appena mi vide, lesse nome e cognome, fece : “ Ah, ma lei è il giornalista?”. Già, sono proprio io. “ Ah bene, io la seguo sempre, sono un grande appassionato di calcio e mi attaccò un pippone di mezz’ ora. Ora, io adoro il calcio, lo commento, ne scrivo, faccio l’ opinionista, tutto quello che volete. Ma non sopporto quando la gente mi incontra e la prima cosa che mi chiede è il calcio. Cioè potrebbe pure mancarmi un braccio e le persone, incontrandomi, come prima cosa mi direbbero : “ Ehilà, Mimmo, ho letto il tuo pezzo domenica, bella l’ analisi della partita.” Vabbè. Tornando al direttore, dopo il pippone calcistico, mi disse : “ Non si preoccupi, da noi si troverà bene, lasci fare a me,la sistemo in ufficio.” Rifiutai e dissi che comunque volevo davvero provare a fare il postino. Mi guardò perplesso e disse . “ Uhm, sai in che zona della città ci troviamo,vero?” Ma io fui irremovibile. Ora, per raccontare gli aneddoti di quei mesi non basterebbe un blog intero, mi limito a qualche pennellata veloce.
L’ assegno di disoccupazione
Il primo giorno di consegna della posta mi si avvicinò un tipo,tatuaggi su tutta l’ epidermide,canottiera e birra in mano alle 8 del mattino.
“ Sei il nuovo postino ?”
“ Ehm..si..”
“ Sai perché è assente quello vecchio?”
“ Mah..pare sia in convalescenza…”
“ Si esatto,ce l’ho mandato io in convalescenza,l’ ho fracassato di mazzate.”
“ Ah…”
“ Il motivo è semplice : io aspetto ogni mese l’ assegno di disoccupazione, e lui un giorno invece di portarmelo alle 8 me lo portò alle 8,30. Tu sei un tipo puntuale?”
“ Non sono solo puntuale, ma se dovessero tardare quelli della banca a inviare l’assegno non ci sono problemi,posso anticipare io…”
“ Bravo, toh bevi nu sors’ d’ birr’…”
“ Mah veramente..sono le otto del mattino…”
“ Biv’ a birra, t’ stok’ a dico!!!!!!!!! ”
I cani
Credevo che la storia dei cani che ce l’hanno con i postini fosse una leggenda metropolitana. Un paio di palle. E’ tutto vero. Soprattutto quando andavo a consegnare la posta alle villette. E la cosa che mi lasciava perplesso era il comportamento dei proprietari dei cani,che mi rassicuravano : “ Tranquillo, entri pure, vuole sole giocare.” “ Ah, vuole solo giocare…e quando si incazza invece che fa? “ E poi, ovviamente, mica cani qualsiasi : alani, dobermann, rottwailer, mastini, pastori tedeschi…tutti ad aspettare me...Fu un periodo davvero da cani.
La signora
Una signora piuttosto avvenente riceveva sempre pacchi, pacchetti e, ovviamente, mi chiedeva se cortesemente potessi salire io al primo piano a consegnare la sua posta. E, le sue generose scollature non passavano ovviamente inosservate. Ma io, visto il coglione che sono, come direbbe Claudio Baglioni “ non ho mai capito niente.” Consegnavo e me ne andavo. Un giorno la bella signora mi chiese : “ Senti, ma tu che tipo di postino sei, di quelli che bussano…due volte? ”. Risposi: “ Mah, vede signora, dipende : se a colazione mi faccio uno zabaione potrei anche arrivare a bussare tre volte…” Poi seppi che era l’ amante del tizio dell’ assegno di disoccupazione di cui sopra....