giovedì, 31 agosto 2006
Stavo rileggendo un po’ il mio blog, con tutti i vostri commenti. Sensazione piacevole. Poi ho notato che la presenza femminile è pari al 99,9 %. Beh, stando al calcolo delle probabilità almeno UNA di voi dovrei riuscire a farmela. O no?
P.S.
Armando, tu puè stà tranquill’ e sicur’, vist’ cà stè inda’ quidd’ 0,1 % d’ presenz’ maschil’ che non prendo in considerazione.
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mercoledì, 30 agosto 2006
IL BARBIERE
Vado da lui da 23 anni. Ho cambiato abitazioni, lavoro, fidanzate, ciabatte, automobili. Ma lui è sempre lì. Indistruttibile. E da 23 anni, immancabilmente, mi fa queste tre domande, in rigoroso ordine cronologico :
1)  Allora, Mimmo, questa Inter quest’ anno come la vedi ?
2 ) Quando ti sposi ?
3)  I capelli, come al solito, li vuoi indietro ?
E da 23 anni io continuo a dare sempre le stesse risposte. Ma l’ ultima volta il copione non è stato rispettato. L’ aveva capito pure lui, appena mi ha visto, che c’ erano grosse novità. Io, infatti, non aspettavo altro che QUELLA domanda. Arriva il momento fatidico. Armato di forbici si avvicina. E formula la fatidica frase : “ I capelli, come al solito, li vuoi indietro ? “ E io : “ No, tienili pure….”
 
UNA SCELTA SOFFERTA
Per un periodo della mia esistenza le giornate trascorrevano in questo modo : sveglia, pranzo, scopata, cena, scopata. Mi stavo annichilendo. Un giorno mi guardai allo specchio. E dissi basta. Non poteva continuare così. E presi l’ amara decisione. Quella di saltare uno dei due pasti principali.
 
L’ EQUAZIONE
Ultimi scampoli dell’ anno scolastico. Una prima. Avvicino Ivan e dico : “ Allora? Che vogliamo fare ? Ti fai interrogare o no? Dai, sono due cazzate di economia politica…se prendi un bel voto almeno posso aiutarti in Consiglio…lo sai che non sei messo bene..” E lui : “ Va bene professò, domani mi faccio interrogare.” L’ indomani lo chiamo alla lavagna e faccio scrivere una equazioncina che pure mia nipote di 11 mesi avrebbe risolto. Lui la scrive e la fissa per un quarto d’ ora, con la mano e il gesso sospesi a mezz’ aria. Intervengo in soccorso: “ Allora? Dai che non è difficile…” E lui : “ Professò, ma lei è proprio sicuro che questa sia un’ equazione? ”
 
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martedì, 29 agosto 2006

CERTE VOLTE SONO VERAMENTE INGENUO. MI FACCIO TENEREZZA DA SOLO. PENSATE : STAMATTINA MI SONO ALZATO CON UNA GRAN VOGLIA DI AMARE. SEMBRAVA CHE IL CUORE MI SCOPPIASSE. NON SOLO : HO PERSINO DESIDERATO CHE IN QUEL MOMENTO CI FOSSE QUALCUNO A CONTRACCAMBIARE QUESTO MIO STATO D' ANIMO. NO...DICO...MA SI POSSONO PENSARE CERTE CAZZATE DI PRIMISSIMO MATTINO? MENO MALE CHE IL TUTTO SARA' DURATO SI E NO UN PAIO DI MINUTI. PERO' SENZA ANESTESIA.

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lunedì, 28 agosto 2006
Da parecchio non vedevo un paio di cosce così. Di solito è una parte femminile che guardo in maniera distratta. Ma caspita!... che belle gambe! Ad un certo punto della serata mi sono persino sorpreso ad immaginare che mi sarebbe piaciuto leccarle per ore. Ed ho sorriso involontariamente. Peccato quello stuolo scodinzolante intorno a te. In attesa di chissà che cosa, poi. Certe volte noi maschi siamo come gli animali. Ci mancava che si scannassero tra loro per guadagnarsi la “femmina”. Osservavo la scena in disparte, con una birra in mano. L’ avevo subito capito che ti piaceva il mio sarcasmo dissacratore, i miei paradossi, il mio disincanto. Ogni tanto incrociavi il mio sguardo..pensando chissà…forse…ma questo chi si crede di essere? Anche se ridevi di gusto quando ti concedevo l’ onore di qualche mia battuta…chissà se poi si è accorta che quando mi guardava io come un fesso abbassavo gli occhi….
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venerdì, 25 agosto 2006

ORMAI DA UN PO' DI TEMPO  IL MIO CUORE STA FERMO ALLA FRONTIERA. PARE CHE IL PASSAPORTO SIA SCADUTO. CI VORRA' DEL TEMPO, COSI' MI DICONO TUTTI. ASPETTERO'. CON PAZIENZA. E RESISTERO'. SOPRATTUTTO QUANDO L' ATTESA MI TRASCINERA' NELLA TENTAZIONE DI TORNARE INDIETRO.

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giovedì, 24 agosto 2006

STASERA SARO' A CENA CON DUE MIE AMICHE. A CUI VOGLIO UN CASINO DI BENE. SI PARLERA' DI AMORI (FINITI), DI LAVORO (PRECARIO), DI SOLDI (CHE NON BASTANO MAI). VABBE', MA INVECE DI DEPRIMERCI COSI', NON SAREBBE MEGLIO FARE UNA BELLA AMMUCCHIATA? BOH, IO LA PROPOSTA NEL CORSO DELLA SERATA LA LANCIO....

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mercoledì, 23 agosto 2006
Finalmente sono riuscito a vedere due film che avevo videoregistrato un paio di mesi fa : Il tempo delle mele 1 e 2. Vabbè, Sophie Marceau è bellissima, la adoro. All’ epoca dell’ uscita dei film avevo 13 anni è ovviamente ero innamoratissimo di lei. E lo sono tutt’ora, adesso che è diventata una splendida quarantenne. I due film li ho visti di seguito. Fantastici. No…dico…la scena della festa in cui tutti ballano scatenati e lui si avvicina a Vic con il walkman e parte la canzone “Reality” di Richard Sanderson (ritornello: Dreams are my reality the only kind of real fantasy…. ) con annesso “lentazzo”…ne vogliamo parlare? Ovviamente all’ epoca, alle feste di noi adolescenti arrapatissimi, quel 45 giri era gettonatissimo. Ma mi sa, da quello che mi raccontano i miei allievi a scuola, che questo tipo di feste in casa non si fanno più. Cioè quando si montavano le luci psichedeliche sul soffitto, quando si giocava al gioco della spazzola (o della scopa ), al gioco della bottiglia ecc. Ricordo una festa del genere in seconda media. Decisi di fare la paraculata con quella carina di seconda D. Quella, per dirla alla Venditti, che filava tutti meno che me. Mi procurai un walkman. Ebbi la bella pensata di rifare quella scena nel bel mezzo di un “pezzo” veloce. Avrei messo la cuffietta alle sue orecchie con il brano del “ Tempo delle mele”. Lei, come Sophie Marceau nel film, mi avrebbe gettato le braccia al collo. E avremmo ballato abbracciati quel magico lento. A casa, ovviamente, prima della festa, ore di preparazione davanti allo specchio. Gel sui capelli. Stivaloni Camperos dell’ epoca. Sguardo deciso. Arrivo alla festa. Come un ghepardo che aspetta la sua preda attendo con pazienza il momento giusto. Parte un brano rock. E ‘ la frazione di secondo decisiva. Mi avvicino. Tiro fuori il walkman. Metto la cuffietta sulle sue candide orecchie. Lei mi guarda stupita. Alzo il volume al massimo. Lei lancia un urlo, con i capelli rizzati. Avevo sbagliato nastro. Erano gli Scorpions.
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martedì, 22 agosto 2006

Ci conosciamo da 21 anni. Dai tempi delle scuole medie, poi superiori ed Università. Sempre insieme. Ultimamente abbiamo persino insegnato nella stessa scuola. Mai una litigata, mai un vaffanculo. Da fare schifo. Ma ora si cambia. Basta. Questo rapporto ha bisogno di una scossa. Ho deciso. Mi scopo la sua compagna. E poi glielo dico. Non dovrebbe incazzarsi. Se lo fa vuol dire che non è un vero amico. E che in questi 21 anni ha sempre finto.Ma, ora che ci penso: alla sua compagna non piaccio.Vabbè,che continuasse a scoparsela lui.Mi accontento di altri 21 anni di amicizia.

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lunedì, 21 agosto 2006

Qualche anno fa una bellissima storia d’ amore mi portò a vivere per qualche tempo a Trieste, città dove la Storia la puoi senti pulsare in ogni luogo, in ogni strada, in ogni piazza. E si può respirare l’ atmosfera mitteleuropea, tra le statue di Sissi e l'architettura che ad ogni passo ricorda la Vienna degli Asburgo. Infatti, passeggiando tra le vie del centro, semplicemente salendo sul tram e scoprendo i dintorni di Trieste si viene catapultati indietro nel tempo. Soprattutto nel periodo di quando Trieste era il porto dell' impero asburgico. All’ epoca ero un neo-laureato con le idee poco chiare sul mio futuro ( e a distanza di qualche anno le idee continuano ad essere sempre poco chiare, a dire il vero…); tuttavia avevo deciso di continuare a studiare, approfondendo con un master la mia passione per la storia contemporanea. Vivere a Trieste, perciò, mi sembrò davvero il massimo. Nella città giuliana ci sono ancora i segni orribili dell’ odio devastante lasciato in eredità della seconda guerra mondiale, a partire dalle foibe di Basovizza per arrivare alla Risiera di San Sabba, l' unico campo di sterminio nazista presente sul territorio italiano. Decisi di visitare la Risiera una livida mattinata di gennaio. Da solo, senza nessun tipo di guida. Solitamente ci si fa l’ idea di un campo di concentramento attraverso i libri, o al massimo, con i film che ogni tanto hanno per tema quest’ argomento. Entrai. Quasi in punta di piedi. E cominciai immediatamente a toccare con mano l’ orrore. Subito dopo l' ingresso della Risiera, in una specie di sottopassaggio, infatti, si trova le "cella della morte" e le altre 17 celle dove venivano ammucchiati i prigionieri. Nella Risiera vennero soppresse e bruciate migliaia di persone (triestini, sloveni, croati, friulani, istriani ed ebrei); ma ben maggiore fu il numero di prigionieri (ostaggi, partigiani, detenuti politici ed ebrei) smistati verso altri campi di sterminio o di lavoro coatto. Entrai in una di queste celle. La luce è fioca, il senso di soffocamento è impressionante. Avverti l’ odore della morte in ogni frammento, in ogni minuscola particella della cella. Le porte e le pareti delle celle sono ricoperte di graffiti molti dei quali andati perduti : sono scritte dei prigionieri, disegni, un semplice saluto ai propri cari, una preghiera. Provo a leggerne qualcuno…con lo stupido terrore che si possa richiudere la porta della cella alle mie spalle. Decido di rientrare nel cortile. E proprio nel cortile interno della Risiera sorgeva l'edificio destinato alle eliminazioni, la cui sagoma è ancora visibile sul fabbricato centrale. All' interno di questo edificio vi era il forno crematorio. Mi assale il ribrezzo di appartenere al genere umano. Il cielo plumbeo sembra volermi precipitare addosso, mentre la bora mi taglia a fettine la faccia e l’ anima. Ne ho abbastanza. Decido di andarmene. Prima di uscire scorgo una persona anziana. Prega. Con gli occhi socchiusi. Non ho mai saputo pregare,io. Per pregare ti deve sorreggere una fede e se non la possiedi diventa certo difficile farlo. Prego nei momenti difficili,io. Quando ho bisogno. Quando sto male. In maniera vigliacca,direi. Avrei voluta dirla una preghiera, prima di uscire. Invece scappo. Rientro a casa. C’è lei. “ Ciao…ma che ti e successo ? ” “ Nulla...”. Mi si avvicina, senza chiedermi niente. Mi abbraccia per lunghi minuti. Come solo lei sapeva fare.

 

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venerdì, 18 agosto 2006

...se il tuo cuore avesse le finestre io potrei saltarci dentro, per farti trovare tutto a pezzi al tuo rientro...

...domattina mi alzerò un pò prima per far la fila allo sportello degli AMORI SMARRITI, per cercare il nostro...proprio quello...

postato da: chiaroilmattino alle ore 18:55 | Permalink | commenti (9)
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